1 gennaio 2013

vattene

Si spedisce via posta alla fidanzata, rischia di morire soffocato

Spesso quando si è innamorati si cerca di fare di tutto per sorprendere
la propria amata, mai però lasciarsi trascinare troppo dalla voglia di
stupire perché se la situazione ti sfugge di mano le conseguenze
potrebbero addirittura essere drammatiche. L'ha sperimentato sulla
propria pelle il giovane protagonista di questa incredibile storia
accaduta in Cina, per fortuna conclusasi a lieto fine. L'idea era
semplice, ma a conti fatti per niente geniale: nascondersi in un pacco
dono e spedirsi alla propria fidanzata per poi saltare fuori al momento
dell'apertura del regalo. Con l'aiuto di un amico Hu Seng si è quindi
infilato in una scatola gigante appositamente forata per permettere la
respirazione e si fatto impacchettare, subito dopo è stato chiamato un
corriere per far consegnare il pacco alla fidanzata. L'addetto alle
consegne non è però stato avvisato del contenuto "speciale" dello
scatolone e l'ha così caricato sul suo mezzo facendo in modo di coprire
i fori praticati per far passare l'aria. Arrivato a destinazione la
sorpresa è stata inevitabile per la ragazza, ma purtroppo non era quella
sperata dal giovane: aperto il pacco regalo ha trovato Hu Seng svenuto
al suo interno. Il ragazzo è stato quindi prontamente soccorso e
rianimato, ma le conseguenze potevano essere ben peggiori: ha rischiato
di morire soffocato. Sicuramente una sorpresa indimenticabile per i due
innamorati.

Diciottenne stappa bottiglia di spumante,con la sciabola e si amputa una falange


PORDENONE - Stappa a mezzanotte la bottiglia di spumante utilizzando una sciabola, come usanza tra i grandi sommelier, e si amputa la prima falange di un dito. È accaduto la notte scorsa a Caneva, in provincia di Pordenone, e la vittima è un diciottenne di Prata.


Il giovane ha tentato il "numero" che fanno, appunto, i grandi sommelier: tagliare con un colpo secco il collo della bottiglia con un potente colpo di una specifica e piccola sciabola. È stato portato all'ospedale di Pordenone dove è stato ricoverato nel rapporto di Ortopedia. Le sue condizioni non sono gravi.

Si inietta olio d'oliva nel pene per aumentarne le dimensioni, ma va male e glielo amputano

Ingrandire il pene con delle iniezioni di olio d’oliva: una pratica certamente discutibile dal punto di vista medico ma che in Thailandia è una realtà da molti anni.
Nelle strutture ospedaliere del Paese asiatico sono decine ogni mese i pazienti in cura per infezioni ai genitali derivanti dall’essersi sottoposti a questo tipo di procedura.
Come riferito dal Bangkok Post però, per la prima volta si è reso necessario amputare il pene ad un uomo che aveva sviluppato una pericolosa forma di cancro ai genitali.
L’uomo si era sottoposto all’allungamento del pene mendiate iniezioni di olio d’oliva qualche anno prima. Era già stato in ospedale per curare delle infezioni, ma i suoi problemi non erano mai risultati così gravi da rendere necessaria l’amputazione.
La convinzione che l’olio d’oliva possa portare ad un aumento delle dimensioni del pene è poi tutta ancora da dimostrare.
“Non esiste una procedura medica per aumentare la dimensione e farlo funzionare correttamente senza causare danni. Normalmente, la procedura viene utilizzata per la disfunzione erettile”,
ha detto Jongjate Aojanepong, chirurgo presso il Police General Hospital di Bangkok, aggiungendo che l’olio di oliva, non potendo essere assorbito nel corpo, provoca irritazioni e la produzione di tessuto connettivo che può trasformarsi in cellule tumorali.
Si stima che in Thailandia decine di migliaia di uomini si siano sottoposti a questa procedura e tutti quanti dovrebbero farsi vedere da un medico al più presto. In alcuni ospedali il personale dedicato ad assistere questa tipologia di pazienti è stato aumentato e ad esso sono stati affiancati team di psicologi e psicoterapeuti.

Lui soffre di eiaculazione precoce, lei tenta di farlo fuori

I poliziottti sono arrivati proprio al momento giusto. Non proprio come il suo ragazzo, che invece, sembra essere arrivato al momento sbagliato. Un po' troppo presto. Anzi davvero troppo presto. 
 
La vicenda. Un tranquillo anche se infuocato pomeriggio in Manatee County, in Florida, negli Stati Uniti ha visto protagonista una giovane coppia che stava facendo sesso. Lei Racquel Gonzalez, 24, era particolarmente presa dal momento. Come lui, il 30enne Esric Davis. Che però si è lasciato andare, raggiungendo il climax troppo presto. Racquel, a questo punto, è esplosa cominciando a graffiarlo e colpirlo, sempre più violentemente.

L'arrivo della polizia. Al punto che il ragazzo, temendo per la propria incolumità, ha chiamato la polizia. Alla vista degli agenti, però, la Gonzalez è diventata ancora più furiosa finendo per essere arrestata e portata in carcere.

Porno con mamma e figlia, è boom sul web

Mamma e figlia insieme nei film hard. Il caso, l'unico nel settore, sta facendo impazzire gli appassionati del genere. Come riporta Dagospia il sito porno di Jessica e Monica "Sexxxtons", di 56 e 22 anni, residenti a Tampa, in Florida, è uno dei più visitati del settore.

Incesto vietato - Le due sono state riprese per un anno intero mentre hanno rapporti con uno o più uomini, anche contemporaneamente. Le due però, per non aver problemi con la legge ed essere accusate di incesto non possono (quantomeno davanti alle telecamere) toccarsi o baciarsi. "Non è facile - spiega Jessica - Le nostre labbra non si possono toccare durante le riprese". "Mi piace il sesso e mi piace farlo con mia madre - risponde Monica che ha lasciato le scuole dopo la terza media per iniziare la carriera nel porno - Durante le scene continuo a pensare come fare più soldi".

Dipendente pubblica s'infortuna facendo sesso durante una trasferta: risarcita

E' giusto risarcire un dipendente che durante una trasferta di lavoro si infortuna facendo del sesso? La risposta la danno, al termine di un processo durato cinque anni, i giudici federali australiani: sì. La "vittima" è una dipendente pubblica che in viaggio per lavoro ha subito un trauma fisico mentre trascorreva una notte d'amore in un hotel. "Non importa se faceva sesso o giocava a carte", dicono i giudici, "era fuori per lavoro e va risarcita".
La Corte federale di Sydney in seduta plenaria ha respinto l'appello della società di assicurazione infortuni sul lavoro, secondo cui le attività sessuali della donna in un motel non avevano niente a che fare con il suo lavoro. La Corte ha invece stabilito che comunque la donna trascorresse le serate si trovava lì per lavoro.
La causa, che ha già coinvolto tre gradi di appello, potrà avere ripercussioni significative per i datori di lavoro, poiché chiarifica i limiti delle loro responsabilità verso i dipendenti. La donna, il cui nome non è stato divulgato, lavorava per un'agenzia del governo federale ed era stata mandata in missione a un ufficio regionale nel novembre 2007.

Il datore di lavoro le aveva prenotato un motel, dove lei aveva invitato a cena un amico dopo il lavoro. I due erano saliti nella sua stanza e mentre facevano sesso un portalampada di vetro si è staccato dal muro e ha colpito in faccia la donna, che è rimasta ferita al naso e alla bocca. In seguito ha sofferto di depressione e ansia, che l'hanno resa inabile al lavoro.

La società assicuratrice aveva sostenuto che il datore di lavoro non aveva autorizzato le sue attività fuori orario e non poteva considerarsi responsabile. Ma i tre giudici della Corte hanno stabilito che "l'attività sessuale lecita" non costituiva cattiva condotta e la donna non doveva quindi essere punita.

mettere la testa a posto

ragazza per*ene

zoccola

e beeh

23 agosto 2012

Sedicenne scopre di notte in casa tre ladri, li "invita" tutti a cena e poi li fa arrestare

PADOVA - Esiste un antifurto che blocca i ladri in casa e li consegna ai carabinieri? Un tecnico elencherebbe una serie di sistemi con telecamere, porte che si chiudono alle spalle e raggi infrarossi. No, ce n’è uno più pratico e economico. Bastano la freddezza e la disinvoltura di un sedicenne, che scopre in casa di notte i ladri. Li invita a cena e poi li consegna ai carabinieri. E fa recuperare anche il bottino del furto. 

I tre marocchini si erano accontentati di poca roba, ma hanno perso anche quella e sono finiti in galera. Sono stati traditi dall’euforia alcolica del fine Ramadan? Può essere. Ma la disinvoltura del sedicenne, che non si è lasciato prendere dal panico, li ha messi in trappola. In via Castelvetri 12 ad Este c’è un condominio popolare, dove abitano operai e gente semplice. Insomma, non è la villa di un ricco imprenditore. Ma i tre marocchini hanno scelto proprio il caseggiato popolare per festeggiare con un furto la fine del mese di preghiera. 

È l’una di ieri notte quando i tre stranieri entrano in azione. L’unico del luogo è Tarquinia Zitouni, ventottenne operaio regolare, che vive a Este. Suoi complici sono Hajib Belkahba, quarantasei anni, e Lahbib Ferhane, quarantun anni, entrambi pregiudicati e clandestini. I tre entrano in un appartamento deserto, perché i proprietari sono ancora fuori. I ladri guardano dappertutto ma non ci sono grandi cose. Nella camera da letto matrimoniale trovano solo un orologio da uomo. Ma rubano anche i graziosi indumenti intimi della padrona di casa e i suoi cosmetici.

È l’una e mezza quando rincasa il sedicenne. Mentre i tre stanno frugando dappertutto. Si imbatte in uno di loro che ha aperto il frigo e sta mangiando e bevendo. «Va bene, mangiate quello che volete, bevete e poi andatevene», dice il ragazzo. E li convince. I tre si siedono in cucina, mangiano e bevono. Il sedicenne si rende conto di averli fregati. Va in camera e chiama col cellulare la madre, che è ancora fuori. «Abbiamo i ladri in casa», le dice. Poi telefona ai carabinieri. In via Castelvetri 12 arriva subito una pattuglia della Radiomobile. Quando i militari arrivano, i tre marocchini sono ancora seduti a tavola: per loro scattano le manette.