29 aprile 2013
22 aprile 2013
L'uccelletto in chiesa
Era d'agosto e un povero uccelletto
ferito dai pallini di un moschetto
andò a posarsi con un'ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l'animale,
ma, pressato da molti peccatori
che volevan pentirsi degli errori,
richiuse le tendine immantinente
e si rimise a confessar la gente.
Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
ogni fedele diceva le preghiere
una donna, notato l'uccelletto,
lo pose al caldo mettendolo nel petto.
A un tratto un improvviso cinguettìo
ruppe il silenzio nel tempio di Dio.
Rise qualcuno e il prete, a quel rumore,
il ruolo abbandonò di confessore,
s'arrampicò sul pulpito veloce
e di lassù gridò ad altra voce:
"Fratelli, chi ha l'uccello, per favore,
esca fuori dal tempio del Signore".
I maschi, un po' stupiti a tal parole,
lesti si accinsero ad alzar le suole,
ma il prete a quell'errore madornale
"Fermi!" – gridò – "mi sono espresso male,
rientrate tutti e statemi a sentire:
solo chi ha preso l'uccello deve uscire".
A testa bassa e la corona in mano
cento donne s'alzarono pian piano,
ma mentre s'affrettavan di buon ora
il prete le gridò "Ho sbagliato ancora,
rientrate tutte quante figlie amate,
ch'io non volevo dire quel che pensate".
E riprese: "Già dissi e torno a dire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire,
ma mi rivolgo a voce chiara e estesa
solo a chi ha preso l'uccello in chiesa".
A tal parole, nello stesso istante,
le monache si alzaron tutte quante,
quindi, col viso pieno di rossore,
lasciarono la casa del Signore.
"Santa Vergine!" – esclamò il buon prete –
"Sorelle, su rientrate, state quiete,
perché voglio concluder, sissignori,
la serie degli equivoci e di errori,
perciò, senza rumore, piano piano,
esca soltanto chi ha l'uccello in mano".
Una fanciulla che col fidanzato
era nascosta in un angolo appartato
dentro una cappella laterale,
poco mancò che si sentisse male,
quindi gli sussurrò col viso smorto:
"Te lo dicevo, hai visto, se n'è accorto!".
ferito dai pallini di un moschetto
andò a posarsi con un'ala offesa
sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale
il parroco intravide l'animale,
ma, pressato da molti peccatori
che volevan pentirsi degli errori,
richiuse le tendine immantinente
e si rimise a confessar la gente.
Mentre in ginocchio oppur stando a sedere
ogni fedele diceva le preghiere
una donna, notato l'uccelletto,
lo pose al caldo mettendolo nel petto.
A un tratto un improvviso cinguettìo
ruppe il silenzio nel tempio di Dio.
Rise qualcuno e il prete, a quel rumore,
il ruolo abbandonò di confessore,
s'arrampicò sul pulpito veloce
e di lassù gridò ad altra voce:
"Fratelli, chi ha l'uccello, per favore,
esca fuori dal tempio del Signore".
I maschi, un po' stupiti a tal parole,
lesti si accinsero ad alzar le suole,
ma il prete a quell'errore madornale
"Fermi!" – gridò – "mi sono espresso male,
rientrate tutti e statemi a sentire:
solo chi ha preso l'uccello deve uscire".
A testa bassa e la corona in mano
cento donne s'alzarono pian piano,
ma mentre s'affrettavan di buon ora
il prete le gridò "Ho sbagliato ancora,
rientrate tutte quante figlie amate,
ch'io non volevo dire quel che pensate".
E riprese: "Già dissi e torno a dire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire,
ma mi rivolgo a voce chiara e estesa
solo a chi ha preso l'uccello in chiesa".
A tal parole, nello stesso istante,
le monache si alzaron tutte quante,
quindi, col viso pieno di rossore,
lasciarono la casa del Signore.
"Santa Vergine!" – esclamò il buon prete –
"Sorelle, su rientrate, state quiete,
perché voglio concluder, sissignori,
la serie degli equivoci e di errori,
perciò, senza rumore, piano piano,
esca soltanto chi ha l'uccello in mano".
Una fanciulla che col fidanzato
era nascosta in un angolo appartato
dentro una cappella laterale,
poco mancò che si sentisse male,
quindi gli sussurrò col viso smorto:
"Te lo dicevo, hai visto, se n'è accorto!".
16 aprile 2013
1 aprile 2013
31 marzo 2013
24 marzo 2013
23 marzo 2013
22 marzo 2013
15 marzo 2013
Le 13 cose da fare in un centro commerciale:
Le 13 cose da fare in un centro commerciale:
1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli
negli altri clienti mentre non guardano.
2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a
intervalli di 5 minuti.
3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del
bagno.
4 ) Avvicinati a un a un impiegato e digli con tono serio: "codice 3 nel
reparto casa". E osserva la sua reazione.
5 ) Sposta un cartello "attenzione- pavimento bagnato" in una zona con
moquette.
6 ) Monta una tenda nel reparto di camping e dì al resto dei clienti che
li inviti a entrare solo se ti portano dei cuscini dal reparto letti.
7 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare,
inizia a piangere e chiedile "Perché non mi lasciate in pace?".
8 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre
peschi nel tuo naso.
9 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa
dove sono gli antidepressivi.
10 ) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre
fischietti la musica di Mission Impossibile.
11 ) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare
un'occhiata dì a voce bassa "prendimi, prendimi".
12 ) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione
fetale e grida "ancora quelle voci!!".
13 ) Entra in un camerino e grida a voce alta: "hey! non c'è carta!!
1 ) Recupera 24 scatole di preservativi e mettili a caso nei carrelli
negli altri clienti mentre non guardano.
2 ) Programma tutte le sveglie del reparto casa in modo che suonino a
intervalli di 5 minuti.
3 ) Lascia una striscia di succo di pomodoro per terra in direzione del
bagno.
4 ) Avvicinati a un a un impiegato e digli con tono serio: "codice 3 nel
reparto casa". E osserva la sua reazione.
5 ) Sposta un cartello "attenzione- pavimento bagnato" in una zona con
moquette.
6 ) Monta una tenda nel reparto di camping e dì al resto dei clienti che
li inviti a entrare solo se ti portano dei cuscini dal reparto letti.
7 ) Quando ti si avvicina una dipendente e ti chiede se ti può aiutare,
inizia a piangere e chiedile "Perché non mi lasciate in pace?".
8 ) Fissa la telecamera per la sicurezza e usala come specchio mentre
peschi nel tuo naso.
9 ) Mentre guardi i coltelli da macelleria, chiedi alla dipendente se sa
dove sono gli antidepressivi.
10 ) Vai in giro per il supermercato con aria sospettosa mentre
fischietti la musica di Mission Impossibile.
11 ) Nasconditi dietro i vestiti e quando la gente si avvicina per dare
un'occhiata dì a voce bassa "prendimi, prendimi".
12 ) Quando annunciano qualcosa al megafono, aggomitolati in posizione
fetale e grida "ancora quelle voci!!".
13 ) Entra in un camerino e grida a voce alta: "hey! non c'è carta!!
14 marzo 2013
Cinese in Porsche Cayenne, impianto a gas con bombola da cucina
Aveva collegato l'impianto a gpl della sua Porsche Cayenne con una
bombola da cucina.
Un potenziamento dell'impianto artigianale che sembra sarebbe servito a
garantire una riserva di gas nel caso in cui fosse finito quello nel
serbatoio.
Ad essere pizzicato con questo particolare accorgimento all'interno
dell'auto, un cinese di 38 anni.
L'uomo è stato fermato dalla polizia locale a Busta. Mentre stavano
controllando l'auto, gli stessi vigili ci sono rimasti di stucco,
scoprendo che diavoleria avesse installato il cinese nella Cayenne, di
fatto trasformata in un bomba ambulante.
Immediatamente gli agenti hanno sequestrato il libretto di circolazione
ed hanno comminato al cinese una sanzione di 419 euro.
bombola da cucina.
Un potenziamento dell'impianto artigianale che sembra sarebbe servito a
garantire una riserva di gas nel caso in cui fosse finito quello nel
serbatoio.
Ad essere pizzicato con questo particolare accorgimento all'interno
dell'auto, un cinese di 38 anni.
L'uomo è stato fermato dalla polizia locale a Busta. Mentre stavano
controllando l'auto, gli stessi vigili ci sono rimasti di stucco,
scoprendo che diavoleria avesse installato il cinese nella Cayenne, di
fatto trasformata in un bomba ambulante.
Immediatamente gli agenti hanno sequestrato il libretto di circolazione
ed hanno comminato al cinese una sanzione di 419 euro.
12 marzo 2013
E-PAD FEMME: IL TABLET "SEMPLIFICATO" PER LE DONNE.
Arriva il tablet a misura di donna, ma subito scoppia la polemica. l'
ePad Femme, la tavoletta pensata esclusivamente per un pubblico
femminile è caratterizzata da uno sfondo rosa, il che può anche essere
carino, e una serie di applicazioni a misura di donna.
Da qui nasce la polemica, app per imparare acucinare, per dimagrire, per
mantenersi in forma, come se essere donna fosse solo questo. Inoltre il
tablet sarebbe "semplificato" in modo da facilitare la donna che
"potrebbe avere difficoltà nello scaricare", come se le donne, per
semplice luogo comune, non possano essere "tecnologiche".
Stando agli ultimi dati le donne sembrano invece essere molto
tecno-friendly e usano i videogiochi alla stessa stregua degli uomini,
riuscendo anche meglio di questi ultimi in alcuni videogame.
La Mani Nair, il direttore marketing di Eurostar, la casa produtrice del
device, rifiuta ogni accusa di sessismo, naturalmente scatenatasi a
seguito delle particolari caratteristiche e pretese del tablet.
LE POLEMICHE Il fatto che l'iPad al femminile fosse stato concepito
diverso non solo in fatto di stile ma anche di software e contenuti così
da renderlo più semplice per le donne ha fatto infuriare molte
femministe, ma d'altro lato ha venduto, oltre settemila esemplari dal 14
febbraio, Dati alla mano ci viene da pensare che a molte donne fa comodo
un oggetto del genere ma il portavoce Nair segna un autogol quanto
racconta che la maggior parte delle vendite è dovuta a regali degli
uomini per le loro compagne.
ePad Femme, la tavoletta pensata esclusivamente per un pubblico
femminile è caratterizzata da uno sfondo rosa, il che può anche essere
carino, e una serie di applicazioni a misura di donna.
Da qui nasce la polemica, app per imparare acucinare, per dimagrire, per
mantenersi in forma, come se essere donna fosse solo questo. Inoltre il
tablet sarebbe "semplificato" in modo da facilitare la donna che
"potrebbe avere difficoltà nello scaricare", come se le donne, per
semplice luogo comune, non possano essere "tecnologiche".
Stando agli ultimi dati le donne sembrano invece essere molto
tecno-friendly e usano i videogiochi alla stessa stregua degli uomini,
riuscendo anche meglio di questi ultimi in alcuni videogame.
La Mani Nair, il direttore marketing di Eurostar, la casa produtrice del
device, rifiuta ogni accusa di sessismo, naturalmente scatenatasi a
seguito delle particolari caratteristiche e pretese del tablet.
LE POLEMICHE Il fatto che l'iPad al femminile fosse stato concepito
diverso non solo in fatto di stile ma anche di software e contenuti così
da renderlo più semplice per le donne ha fatto infuriare molte
femministe, ma d'altro lato ha venduto, oltre settemila esemplari dal 14
febbraio, Dati alla mano ci viene da pensare che a molte donne fa comodo
un oggetto del genere ma il portavoce Nair segna un autogol quanto
racconta che la maggior parte delle vendite è dovuta a regali degli
uomini per le loro compagne.
10 marzo 2013
63 intossicati nel ristorante migliore del mondo
Brutta sorpresa in tavola nel migliore ristorante del mondo: 63
avventori del Noma, "tempio" gastronomico di Copenaghen, in Danimarca,
sono rimasti intossicati accusando febbre e diarrea. L'intossicazione
alimentare è avvenuta a febbraio, nell'arco di un periodo di 5 giorni, e
potrebbe essere stata causata dalle cattive condizioni di salute di uno
degli addetti alla cucina del locale. Saranno preoccupati i 22.000
clienti privilegiati che ogni anno riescono a sedersi per gustare la
cucina dello chef René Redzepi. Privilegiati perché le richieste di
prenotazione superano il milione, e tutto per assaggiare un menù
degustazione da 200 euro (con picchi fino a 500) realizzato con fiori,
radici, licheni, bacche, germogli e aghi di pino. Piatti che hanno fatto
guadagnare al Noma il titolo di miglior ristorante del mondo dal
prestigioso Restaurant magazine per tre anni di fila, dal 2010 ad oggi
(strappandolo a un altro mito, il catalano El Bulli di Ferran Adrià)
nonchè due stelle sulla aristocraticissima guida Michelin.
"Non chiuderemo" - "Quanto accaduto - ha spiegato il direttore del Noma,
Peter Kreiner - è la cosa peggiore che potessimo aspettarci, perché il
nostro compito è quello di rendere felice la gente prendendoci cura di
loro. Siamo veramente spiacenti di quanto è successo e ho parlato
personalmente con tutti i clienti che sono stati malauguratamente
coinvolti nell'incidente e discusso il dovuto risarcimento". Kreiner ha
escluso la possibilità che il ristorante venga chiuso. Non è il primo
"scandalo" in un ristorante stellato Michelin. Nel 2009 a Londra il
celebre Fat Duck della star dei fornelli Heston Blumenthal (tre stelle
Michelin e tra i migliori interpreti della cucina molecolare) fu chiuso
temporaneamente sempre per una intossicazione alimentare.
avventori del Noma, "tempio" gastronomico di Copenaghen, in Danimarca,
sono rimasti intossicati accusando febbre e diarrea. L'intossicazione
alimentare è avvenuta a febbraio, nell'arco di un periodo di 5 giorni, e
potrebbe essere stata causata dalle cattive condizioni di salute di uno
degli addetti alla cucina del locale. Saranno preoccupati i 22.000
clienti privilegiati che ogni anno riescono a sedersi per gustare la
cucina dello chef René Redzepi. Privilegiati perché le richieste di
prenotazione superano il milione, e tutto per assaggiare un menù
degustazione da 200 euro (con picchi fino a 500) realizzato con fiori,
radici, licheni, bacche, germogli e aghi di pino. Piatti che hanno fatto
guadagnare al Noma il titolo di miglior ristorante del mondo dal
prestigioso Restaurant magazine per tre anni di fila, dal 2010 ad oggi
(strappandolo a un altro mito, il catalano El Bulli di Ferran Adrià)
nonchè due stelle sulla aristocraticissima guida Michelin.
"Non chiuderemo" - "Quanto accaduto - ha spiegato il direttore del Noma,
Peter Kreiner - è la cosa peggiore che potessimo aspettarci, perché il
nostro compito è quello di rendere felice la gente prendendoci cura di
loro. Siamo veramente spiacenti di quanto è successo e ho parlato
personalmente con tutti i clienti che sono stati malauguratamente
coinvolti nell'incidente e discusso il dovuto risarcimento". Kreiner ha
escluso la possibilità che il ristorante venga chiuso. Non è il primo
"scandalo" in un ristorante stellato Michelin. Nel 2009 a Londra il
celebre Fat Duck della star dei fornelli Heston Blumenthal (tre stelle
Michelin e tra i migliori interpreti della cucina molecolare) fu chiuso
temporaneamente sempre per una intossicazione alimentare.
Usa, maestre in classe con la pistola
L'onda lunga del terribile massacro di Newtown, l'ennesimo school
shooting che vide 20 bambini uccisi nel dicembre scorso per mano di un
folle, si fa sentire nel dibattito pubblico americano. Con una decisione
che farà discutere. Il South Dakota, nel remoto nordovest del Paese, è
il primo stato degli Usa ad aver approvato una legge che autorizza
esplicitamente i dipendenti scolastici ad andare a lavorare armati di
pistola. Secondo questo provvedimento, maestre, segretarie e bidelli che
vorranno avvalersi di questa possibilità, dovranno seguire un programma
di addestramento simile a quello delle forze dell'ordine locali.
LA CULTURA DELLE ARMI- Il New York Times ha dato larga eco alla notizia,
sul sito e sull'edizione cartacea, ricordando che in realtà esistevano
già disposizioni di legge analoghe in altri Stati, ma mai era stata
proposta una soluzione organica simile. Per giustificare il
provvedimento, il governo del South Dakota, repubblicano, rivendica le
caratteristiche dello stato, città molto distanti l'uno dall'altro e
scuole isolate, con forze di polizia che potrebbero tardare ad
intervenire in seguito a eventuali sparatorie. Come viene rievocata la
cultura venatoria della zona, con i bambini che vanno a caccia già da
piccolissimi e imparano quindi presto a maneggiare le armi. «Le
conosciamo le armi. Le rispettiamo » dicono i sostenitori della legge.
LA LOBBY IN REGIA- Ma non mancano i critici: secondo molti, tragedie
come quelle di Newtown sono al contrario avvenute in aree densamente
popolate. Come è evidente, che dietro la legge, ci sia la regia
dell'industria delle armi. Che in realtà agisce piuttosto scopertamente:
la potentissima National Rifle Association, il sodalizio che riunisce i
produttori di pistole e fucili, sta facendo insistente azioni di
lobbying su Washington perché una legge come quella del Sud Dakota venga
estesa a tutto il Paese.
shooting che vide 20 bambini uccisi nel dicembre scorso per mano di un
folle, si fa sentire nel dibattito pubblico americano. Con una decisione
che farà discutere. Il South Dakota, nel remoto nordovest del Paese, è
il primo stato degli Usa ad aver approvato una legge che autorizza
esplicitamente i dipendenti scolastici ad andare a lavorare armati di
pistola. Secondo questo provvedimento, maestre, segretarie e bidelli che
vorranno avvalersi di questa possibilità, dovranno seguire un programma
di addestramento simile a quello delle forze dell'ordine locali.
LA CULTURA DELLE ARMI- Il New York Times ha dato larga eco alla notizia,
sul sito e sull'edizione cartacea, ricordando che in realtà esistevano
già disposizioni di legge analoghe in altri Stati, ma mai era stata
proposta una soluzione organica simile. Per giustificare il
provvedimento, il governo del South Dakota, repubblicano, rivendica le
caratteristiche dello stato, città molto distanti l'uno dall'altro e
scuole isolate, con forze di polizia che potrebbero tardare ad
intervenire in seguito a eventuali sparatorie. Come viene rievocata la
cultura venatoria della zona, con i bambini che vanno a caccia già da
piccolissimi e imparano quindi presto a maneggiare le armi. «Le
conosciamo le armi. Le rispettiamo » dicono i sostenitori della legge.
LA LOBBY IN REGIA- Ma non mancano i critici: secondo molti, tragedie
come quelle di Newtown sono al contrario avvenute in aree densamente
popolate. Come è evidente, che dietro la legge, ci sia la regia
dell'industria delle armi. Che in realtà agisce piuttosto scopertamente:
la potentissima National Rifle Association, il sodalizio che riunisce i
produttori di pistole e fucili, sta facendo insistente azioni di
lobbying su Washington perché una legge come quella del Sud Dakota venga
estesa a tutto il Paese.
9 marzo 2013
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