10 marzo 2013

Usa, maestre in classe con la pistola

L'onda lunga del terribile massacro di Newtown, l'ennesimo school
shooting che vide 20 bambini uccisi nel dicembre scorso per mano di un
folle, si fa sentire nel dibattito pubblico americano. Con una decisione
che farà discutere. Il South Dakota, nel remoto nordovest del Paese, è
il primo stato degli Usa ad aver approvato una legge che autorizza
esplicitamente i dipendenti scolastici ad andare a lavorare armati di
pistola. Secondo questo provvedimento, maestre, segretarie e bidelli che
vorranno avvalersi di questa possibilità, dovranno seguire un programma
di addestramento simile a quello delle forze dell'ordine locali.
LA CULTURA DELLE ARMI- Il New York Times ha dato larga eco alla notizia,
sul sito e sull'edizione cartacea, ricordando che in realtà esistevano
già disposizioni di legge analoghe in altri Stati, ma mai era stata
proposta una soluzione organica simile. Per giustificare il
provvedimento, il governo del South Dakota, repubblicano, rivendica le
caratteristiche dello stato, città molto distanti l'uno dall'altro e
scuole isolate, con forze di polizia che potrebbero tardare ad
intervenire in seguito a eventuali sparatorie. Come viene rievocata la
cultura venatoria della zona, con i bambini che vanno a caccia già da
piccolissimi e imparano quindi presto a maneggiare le armi. «Le
conosciamo le armi. Le rispettiamo » dicono i sostenitori della legge.

LA LOBBY IN REGIA- Ma non mancano i critici: secondo molti, tragedie
come quelle di Newtown sono al contrario avvenute in aree densamente
popolate. Come è evidente, che dietro la legge, ci sia la regia
dell'industria delle armi. Che in realtà agisce piuttosto scopertamente:
la potentissima National Rifle Association, il sodalizio che riunisce i
produttori di pistole e fucili, sta facendo insistente azioni di
lobbying su Washington perché una legge come quella del Sud Dakota venga
estesa a tutto il Paese.
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