13 novembre 2011

PARTONO 10 CHILI D'ORO, MA ARRIVANO PESI DA PALESTRA

AREZZO - Sono spariti nel nulla 10 chilogrammi d'oro (circa 400 mila
euro il valore) partiti da Arezzo e diretti a Bruxelles dove,
all'arrivo, nelle scatole sono stati trovati solo pesi da palestra. Il
furto risalirebbe a una decina di giorni fa, quando dalla Chimet di
Arezzo, un'azienda specializzata nel recupero di metalli preziosi da
scarti di lavorazione, il carico è partito all'interno di un furgone
portavalori diretto a Valenza Po (Alessandria). Giunto a destinazione in
Piemonte, secondo quanto ricostruito, le scatole contenenti l'oro
sarebbero state scaricate dal furgone e con un altro mezzo, di proprietà
di una diversa agenzia portavalori, trasportato all'aeroporto di
Malpensa e qui caricato su un volo di linea Milano-Bruxelles. All'arrivo
nella capitale belga la sorpresa: nelle scatole c'erano solo pesi da
palestra. Un vero e proprio giallo, se non un colpo di 'magià, sul quale
stanno indagando i carabinieri di Alessandria, in collaborazione con
quelli di Arezzo, e l'Interpool: la denuncia è stata presentata a Bruxelles.

Il carico era assicurato e proprio per questo tutte le fasi di
spedizione, dalle scatole partite da Arezzo fino ai sigilli posti sul
furgone e, successivamente tutte le operazioni svolte nell'Alessandrino,
sono state riprese dalle telecamere. A Valenza Po, secondo quanto si è
appreso, l'oro sarebbe stato solo due ore in un deposito regolarmente
vigilato. Eppure, per il momento, non c'è nessuna traccia dei ladri e
soprattutto nessun indizio su come siano riusciti a sostituire il
prezioso metallo con i pesi da palestra dello stesso peso dell'oro
partito dalla Chimet. Non è la prima volta che i ladri prendono di mira
un'azienda dell'aretino, uno dei distretti orafi italiani. E per farlo i
ladri si ingegnano con tecniche degne dei migliori libri gialli. Lo
scorso 8 marzo un furto milionario fu messo a messo a segno nel comune
di Pergine. Qui i ladri, che prima avevano rubato alcuni mezzi del
Comune, in piena notte riuscirono a bloccare tutte le strade di accesso
del piccolo borgo di Poggio Bagnoli e utilizzando un escavatore preso da
un cantiere edile, sfondarono il muro della ditta Salp portando via
l'oro, circa 100 chilogrammi per un valore di circa 3 milioni di euro.
Quando le forze dell'ordine arrivarono sul posto richiamati dall'allarme
della ditta trovarono tutte le strade bloccate e i ladri riuscirono a
fuggire.

Proprio pochi giorni fa, l'8 novembre, carabinieri e polizia hanno
eseguito in Puglia tre ordini di arresto. Sarebbero loro alcuni dei
componenti della banda che avrebbe agito a Pergine. Altre sei persone
sono state iscritte nel registro degli indagati.

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