2 novembre 2011

Messico-Usa, la droga ora passa,il confine lanciata con le catapulte

I lanciatori rudimentali sequestrati alla frontiera con l'Arizona
permettono di superare le barriere di 9 metri

WASHINGTON – Ingegnosi. Determinati. E, soprattutto, criminali. I
contrabbandieri di droga messicani continuano a studiare sistemi per
trasportare i carichi dall'altra parte del confine. L'esercito ha
annunciato di aver scoperto ad Agua Prieta, cittadina che «tocca»
l'americana Douglas (Arizona), due catapulte. Una era trainata da un
camioncino, la seconda nascosta all'interno di un edificio. Nella
medesima operazione i militari hanno sequestrato oltre una tonnellata di
marijuana.

«PROIETTILI» DI MARIJUANA - Probabilmente doveva essere lanciata usando
proprio le catapulte. Già un anno fa, i servizi di sicurezza ne avevano
sequestrato un'altra sempre a Agua Prieta Di recente, a Nogales, l'altra
città dell'Arizona seduta sulla frontiera, sono stati recuperati degli
insoliti «proiettili»: pacchi di marijuana del peso di 7,7 chilogrammi
modellati per dargli una linea più aerodinamica. Secondo la Border
Patrol i trafficanti dispongono di lanciatori rudimentali. Potrebbero
essere delle catapulte oppure i cosiddetti cannoni ad aria compressa
costruiti in qualche officina.

NUOVE BARRIERE - I narcos sono stati costretti a ricorrere a questi
sistemi per superare le nuove barriere erette dalle autorità americane
in alcuni punti del confine. Fino a pochi mesi fa il muro era costituito
da pannelli in metallo, avanzi della guerra in Vietnam. Un ostacolo – si
fa per dire - alto circa tre metri. Ora nel settore di Nogales è stata
introdotta una nuova palizzata con misure che variano tra i 7 e i 9 metri.

LA «VIA AEREA» - Il modus operandi inventato dai narcos è relativamente
semplice. Piazzano il loro lanciatore a ridosso della frontiera in una
delle numerose case appoggio di cui dispongono. E poi tirano il
proiettile oltre il muro in un punto dove c'è in attesa il «ricevitore».
A volte è il cortile di una delle abitazioni color pastello che
«guardano» verso sud. In altre è un parcheggio o una delle strade che
formano un reticolo nei pressi del muro. La contiguità dei centri
abitati messicano e americano, divisi appena dal confine, favorisce
l'operazione. Ma è essenziale essere veloci perché la Border Patrol è
presente in modo massiccio con le sue pattuglie e può contare su un
sofisticato sistema di telecamere collegate al comando. Un apparato
costoso che costringe i trafficanti a inventare qualcosa di nuovo.
Quella che scherzosamente è definita la «via aerea» rappresenta
un'alternativa alla «rotta sotterranea». Nogales è infatti la capitale
dei tunnel clandestini scavati sotto la frontiera dagli uomini del
cartello di Sinaloa.

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